sabato 3 dicembre 2011
Panettone casalingo
Dopo un mese di novembre insolitamente asciutto e "caldo", ecco affacciarsi il tipico clima invernale basilese, accompagnato dalle bancarelle del Weihnachtsmarkt che anima la citta' e attira un discreto numero di visitatori alla ricerca di idee originali per i regali di Natale.
Il profumo che si respira per le strade e' quello del Glüwein, delle mandorle caramellate e dei biscotti speziati, il tutto accompagnato dal suono degli organetti a manovella e delle immancabili giostrine per bambini, che ho sempre trovato di una tristezza infinita...
Io son quasi sempre chiusa in casa, a domare i fantasmi delle "storie del pensiero scientifico" e della grammatica inglese, e nel frattempo mi cimento in prove di panificazione al limite delle mie possibilità: sempre seguendo le sapienti indicazioni di Vittorio, che ha sempre una videoricetta adatta al caso, ho sfornato il mio primo panettone, con risultati soddisfacenti, considerato che sono una dilettante. L'impasto e' soffice e profumato, ma nel mio caso passati due giorni tende a seccarsi diventando "sbricioloso", forse perche'ho dovuto usare una farina comune al posto della manitoba, che qui non saprei come procurarmi...la contrabbandero' al primo rientro in "italico suolo".
Gli stampi me li sono procurati al Grancasa, pagandoli piu' di tutti gli altri ingredienti messi insieme e, per la verita', anche di un panettone di discreta qualita' gia' pronto e impacchettato...ma non si puo' avere tutto,no?
giovedì 17 novembre 2011
giovedì 10 novembre 2011
Sfogo personale
Ho perso una persona alla quale volevo molto bene e, sembrerà assurdo, la sua morte mi sembra... strana, fuori luogo. Ci sono persone che non pensi potrebbero mai andarsene; immagini che siano come i personaggi dei romanzi, che non muoiono mai, che semplicemente esistono per sempre, e invece... In questi momenti capita di percepire, anche solo per un istante, la verità. Verità nel senso di significato profondo, di comprensione. Ripeto, è un istante fugace, ma quanto basta per farti esclamare: "che senso ha continuare a perdere tempo in inutili seghe mentali, perché cavolo continuo a perdere tempo?"; per lo meno, questo è quanto mi sono detta io oggi, dopo una mattinata al lavoro abbastanza deludente e degradante.
Lavoro?!?...tsè!!! ho sudato sui libri e ho fatto due anni di inferno (vale a dire, la pratica forense) per ritrovarmi a fare la commessa in un negozio di prodotti studiati per soddisfare bisogni effimeri e, francamente, di ultima necessità, dove mi devo sorbire una ragazzina qualunque che mi striglia per benino con la faccia tutta seria.... ma per favore!!! E pensare che, in quel momento, per un attimo, mi sono sentita un insetto insignificante che con la vocina roca e pietosa dice " mi dispiace di aver fatto questo errore.. si capo hai ragione, non deve succedere... mi devo impegnare di più".... e.. porca miseria, mi sono odiata!! ma che cavolo significa vivere in questo modo??? no, se una cosa devo imparare dalla perdita di molte persone che ho amato, a partire da mia madre, mia zia Emilia e, ora, mia zia Bruna (che solo a nominarla mi sanguina letteralmente il cuore), è che la vita non può essere questo. Io mi merito qualcosa di più...BASTA!!! Non devo più permettermi di lasciar scivolare via la mia vita e, ogni volta che mi verranno gli attacchi d'ansia e le paranoie, dovrò rileggere queste righe per ricordarmi che dentro di me c'è una rabbia positiva, costruttiva... un pò alla marchese del Grillo... "Io sò io, e voi non siete un ca...". Bè, un pò forte, forse, ma liberatorio.
Cara zia, voglio farti onore; eri una persona forte, combattiva, che gridava alla vita; andavi oltre le cose brutte che ti erano capitate ed avevi un cuore grande e generoso. Per noi eri "Zia Terremoto" perché la tua presenza riempiva la stanza e catturava l'attenzione di tutti; non ti facevi paranoie perché se dovevi mandare a quel paese qualcuno non ci pensavi due volte!! però, quanto eri premurosa e dolce... ti preoccupavi sempre per tutti, per i vivi e, sì, anche per i morti (ma dove mai la trovi una che andava a curare cappellette e tombe in onore dei combattenti delle guerre, perché nessuno si dimenticasse di loro?). Vorrei dirti che cercherò di trarre insegnamento da tutto ciò che di forte e "combattivo" c'era in te, perché te lo devo, per tutto quello che hai fatto per me, e perché meriti di essere ricordata.
martedì 8 novembre 2011
Filoni di pane..ovvero l'elogio di Vittorio
Su questo interessante sito ho trovato un numero impressionante di ricette per la realizzazione di focacce, pane, dolci lievitati e pizze, tutte spiegate con chiarezza e semplicita': e' lo spazio di Vittorio.
Tutto quello che bisogna fare e' cliccare sul titolo di una ricetta, e si trovera' un passo-passo da seguire per ottenere il miglior risultato, con tanto di filmato, per fugare ogni dubbio sul procedimento.
Quando mi sono decisa a provare il pane casereccio semplice e veloce non mi aspettavo di ottenere la pagnotta piu' fragrante e saporita che avessi mai sfornato, per il semplice motivo che con i panificati io sono letteralmente NEGATA...mi sono dovuta ricredere!!!
La crosta è croccante, l'interno compatto ma leggero e soffice, il tutto in poco tempo...inizio preparazione alle ore 10:00 e pane fresco in tavola per il pranzo delle 13.30.
Questi invece sono i filoni di nonna Laura, che gia' alla seconda prova mi hanno dato una bella soddisfazione....
E gia' che c'ero ecco esperimenti di rosette...le mie son venute piene ma buone ugualmente, devo ancora lavorarci per affinare la tecnica...
Grazie mille Vittorio, anche perche' nei tuoi post c'e' sempre un alto carico di umanita' ...e chi segue le tue videoricette lo sa benissimo!
mercoledì 26 ottobre 2011
CIAO

Tesoro bello...nel giorno del tuo ultimo saluto ti pensero' spesso, anche se dicono che non ne vale la pena perche' eri ricco e famoso, mentre bisogna star male solo per coloro che che non hanno voce.
Vedi, siamo arrivati al punto che ci viene detto anche per chi soffrire e per chi no, come se fosse possibile ordinare al cuore di non battere, o agli occhi di non far uscire le lacrime...
Ti dedico questa giornata, queste poche righe sgrammaticate e anche qualche lacrimuccia, non mi interessa di essere giudicata superficiale, tanto un giudizio in piu' o uno in meno non fa differenza.
Da domani pero', ti lascero' al ricordo di quelli che ti hanno amato e sono stati presenti nella tua vita, perche' solo quello potra' aiutarti a raggiungere la pace che ti attende in quel luogo in cui, come dice la mia piccola saggia nipotina, ci ritroveremo tutti, ma proprio tutti!
Ciao coraggioso bambinone!!!!
mercoledì 19 ottobre 2011
Italia -Svizzera 2 a 0
Avevo promesso che avrei parlato ancora del mio mini viaggio/baby vacanza in quel di Basilea ed in effetti avevo anticipato che sarebbe stata una storia di nani strani, torte alcoliche, foulard modello badante moldava, orientali elvetico-teutoniche, "checche" nel gelato, craniate contro i lampadari, bombardamenti di risate nel silenzio del ristorante per colpa di Capitan Fracassa Maroni... ma... in realtà questa volta devo raccontare della principessa fallica.
Sì, sì, ho scritto proprio fallica, non finnica o gallica, proprio fallica... Ok, direi che l'aggettivo l'ho già scritto troppe volte.
Il fatto è che io ed Anna volevamo dare una svolta culturale ai mei tre giorni di passione svizzera, così ci siamo dette, anzi Anna ha detto: "Mary, non puoi proprio perderti la fondazione Beyeler, vedrai, ci sono opere d'autore che regalano davvero un'emozione, Picasso, Rousseau, Monet...".
Così, per farla breve, arriviamo in loco per scopire che buona parte dello spazio era stato riservato ad una mostra temporanea dedicata a Brancusi e Serra, due "scultori".
Ora, capisco che il virgolettato sia un pò tendenzioso, ma, diciamola tutta, le lastre di ferro semi-arrugginito di Richard Serra, grandi quanto le stanze che le ospitavano, poisizionate in orizzontale, verticale diagonale, attaccate al soffitto, al pavimento, ai muri e brr... grande brivido di eccitazione... anche in bilico (!) bé, perdonate l'ignoranza, ma non le ho trovate proprio entusiasmanti.... E poi, Brancusi: che dire? tutta una serie infinita di uova pasquali spacciate per teste di Venere, di "Negresse Blanche" o, peggio, panettoni di marmo chiaramente ispirati a fulgidi deretani femminili ma etichettati dall'autore come "Torse de jeune fille" (ma quale torse e torse, quelle sono natiche!!)
In ogni caso, finché si è trattato di tutto questo, potevo ancora restare seria e non turbare i rigorosi canoni dell'elvetica etichetta pubblica.
Nuvole temporalesche minacciavano, però, tanta pacata serenità...
Mentre ci aggiravamo con il viso tirato, nel disperato tentativo di non lasciar trasparire la sotterranea ilarità che ci suscitavano i commenti fintamente esperti dei visitatori del museo (in realtà, confusi quanto noi ma inclini a schiacciarsi tutte le dita dei piedi sotto i cubi di ferro del "buon Serra" piuttosto che ammetterlo) accadeva l'irreparabile; nonostante i tentativi di Annalisa di deviare la mia attenzione sull'ennesimo uovo del Brancusi e di coprire (invano!) la mia visuale, i miei occhi subivano un radicale ed irreversibile cambiamento e lei, a denti stretti esclamava:
"lo sapevo, l'ha vista"
Eh si, l'avevo proprio vista...
Cosa succede quando, dopo ore passate sopra un'equazione matematica, vedi chiaramente la soluzione? non sembra quasi di avere una rivelazione??
Ecco, io, all'improvviso, avevo avuto la mia rivelazione:
"Ma quello è un.... è un... è un enorme...."
"Shhhhhhhhhhhhhhh!! Zitta! Zitta! Mary, non fiatare" La forza del sibilo di Annalisa poteva fare invidia alla coda di un serpente a sonagli!
"Anna, ma l'hai visto?!? no dico, vedi quello che vedo io?!?"
E lei "Sì, e ora so con certezza quale sarà l'argomento della mia tesi di laurea.." Anna, di fronte a questa fulgida principessa dorata che, tutto, e dico TUTTO, poteva essere tranne che una testa di .... principessa, partiva con l'analisi psicologica dello scultore e dei complessi edipici e non.
Il tentativo, lo so, era quello di arginare il fiume di risate che ormai prorompeva impetuoso.... perché, devo dirlo, io non sono svizzera; io se vedo un... COSO... tutto dorato, in mezzo ad una sala con tanto di transenna di sicurezza ed allarme e intitolato "Principessa X", bè, io scoppio (ma dove cavolo sarebbe la principessa??). Lo so, forse tutto ciò è infantile, ma, del resto, io due maroni così proprio non li ho visti mai.
Il seguito di questa esperienza quasi mistica si poteva prevedere: fuga precipitosa, andante allegro, brio e lacrime... perché certe risate ti vengono dal cuore! Le guardie, svizzere, ma senza pantaloni alla zuava, ci guardavano perplesse (forse non hanno mai sentito il suono delle risate...) mentre gli altri visitatori continuavano ad osservare la viril opera con viso compunto... a parte una sagace ed esperta anziana signora che, lungi dallo sganasciarsi, stirava le labbra e piegava la pelle del viso con occhio compiaciuto; forse stava pensando "Kissà se qvesta smorfia su fiso è normale? forse dofrei visitarre Herr Docktor..."
Ah, mia cara signora Elvetica, si faccia 'sta risata alla faccia del.... ehm... DELLA Princesse X!
Sì, sì, ho scritto proprio fallica, non finnica o gallica, proprio fallica... Ok, direi che l'aggettivo l'ho già scritto troppe volte.
Il fatto è che io ed Anna volevamo dare una svolta culturale ai mei tre giorni di passione svizzera, così ci siamo dette, anzi Anna ha detto: "Mary, non puoi proprio perderti la fondazione Beyeler, vedrai, ci sono opere d'autore che regalano davvero un'emozione, Picasso, Rousseau, Monet...".
Così, per farla breve, arriviamo in loco per scopire che buona parte dello spazio era stato riservato ad una mostra temporanea dedicata a Brancusi e Serra, due "scultori".
Ora, capisco che il virgolettato sia un pò tendenzioso, ma, diciamola tutta, le lastre di ferro semi-arrugginito di Richard Serra, grandi quanto le stanze che le ospitavano, poisizionate in orizzontale, verticale diagonale, attaccate al soffitto, al pavimento, ai muri e brr... grande brivido di eccitazione... anche in bilico (!) bé, perdonate l'ignoranza, ma non le ho trovate proprio entusiasmanti.... E poi, Brancusi: che dire? tutta una serie infinita di uova pasquali spacciate per teste di Venere, di "Negresse Blanche" o, peggio, panettoni di marmo chiaramente ispirati a fulgidi deretani femminili ma etichettati dall'autore come "Torse de jeune fille" (ma quale torse e torse, quelle sono natiche!!)
In ogni caso, finché si è trattato di tutto questo, potevo ancora restare seria e non turbare i rigorosi canoni dell'elvetica etichetta pubblica.
Nuvole temporalesche minacciavano, però, tanta pacata serenità...
Mentre ci aggiravamo con il viso tirato, nel disperato tentativo di non lasciar trasparire la sotterranea ilarità che ci suscitavano i commenti fintamente esperti dei visitatori del museo (in realtà, confusi quanto noi ma inclini a schiacciarsi tutte le dita dei piedi sotto i cubi di ferro del "buon Serra" piuttosto che ammetterlo) accadeva l'irreparabile; nonostante i tentativi di Annalisa di deviare la mia attenzione sull'ennesimo uovo del Brancusi e di coprire (invano!) la mia visuale, i miei occhi subivano un radicale ed irreversibile cambiamento e lei, a denti stretti esclamava:"lo sapevo, l'ha vista"
Eh si, l'avevo proprio vista...
Cosa succede quando, dopo ore passate sopra un'equazione matematica, vedi chiaramente la soluzione? non sembra quasi di avere una rivelazione??
Ecco, io, all'improvviso, avevo avuto la mia rivelazione:
"Ma quello è un.... è un... è un enorme...."
"Shhhhhhhhhhhhhhh!! Zitta! Zitta! Mary, non fiatare" La forza del sibilo di Annalisa poteva fare invidia alla coda di un serpente a sonagli!
"Anna, ma l'hai visto?!? no dico, vedi quello che vedo io?!?"
E lei "Sì, e ora so con certezza quale sarà l'argomento della mia tesi di laurea.." Anna, di fronte a questa fulgida principessa dorata che, tutto, e dico TUTTO, poteva essere tranne che una testa di .... principessa, partiva con l'analisi psicologica dello scultore e dei complessi edipici e non.
Il tentativo, lo so, era quello di arginare il fiume di risate che ormai prorompeva impetuoso.... perché, devo dirlo, io non sono svizzera; io se vedo un... COSO... tutto dorato, in mezzo ad una sala con tanto di transenna di sicurezza ed allarme e intitolato "Principessa X", bè, io scoppio (ma dove cavolo sarebbe la principessa??). Lo so, forse tutto ciò è infantile, ma, del resto, io due maroni così proprio non li ho visti mai.
Il seguito di questa esperienza quasi mistica si poteva prevedere: fuga precipitosa, andante allegro, brio e lacrime... perché certe risate ti vengono dal cuore! Le guardie, svizzere, ma senza pantaloni alla zuava, ci guardavano perplesse (forse non hanno mai sentito il suono delle risate...) mentre gli altri visitatori continuavano ad osservare la viril opera con viso compunto... a parte una sagace ed esperta anziana signora che, lungi dallo sganasciarsi, stirava le labbra e piegava la pelle del viso con occhio compiaciuto; forse stava pensando "Kissà se qvesta smorfia su fiso è normale? forse dofrei visitarre Herr Docktor..."
Ah, mia cara signora Elvetica, si faccia 'sta risata alla faccia del.... ehm... DELLA Princesse X!
lunedì 10 ottobre 2011
Arrivera' quel giorno?

Arrivera' davvero il giorno in cui potro' pensare a un luogo di questa terra considerandolo davvero "casa"?
Arrivera' mai il giorno in cui potro' pensare a qualcuno considerandolo "famiglia"?
In altre parole, arrivera' un giorno in cui non mi ritrovero' alla fine della giornata a ripetermi in continuazione che, nonostante i sacrifici fatti, non esiste un posto, uno sguardo, un abbraccio in cui sentirsi davvero al sicuro?
Come al solito, le risposte le trovo in te, l'unica silenziosa presenza che mi riporta in pace con il mondo.
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