Visualizzazione post con etichetta pensieri liberi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pensieri liberi. Mostra tutti i post

sabato 22 luglio 2017

Infanzia

Caro papà
sei andato via ed improvvisamente ho la sensazione che nulla mi trattenga a questa terra.
ho la sensazione che potrei essere in qualunque posto nel mondo e non cambierebbe nulla, perché la mia casa eri tu. Sento che, davvero, ora come non mai, il passato è un buco nero senza ricordi, perché tu eri la testimonianza. Ora che tu sei andato, anche lei è andata per sempre. Sono come un albero senza radici.

Infanzia
Quando chiudo gli occhi
un silenzio mi avvolge
vedo il suo sorriso
ed immagini sfocate
che si allontantano
la tavola apparecchiata d'estate
il grembiule con la tasca
la vecchia tenda del balcone
la sdraio con le cordine di plastica
le tue ciabatte
la pianta di fichi
sento ancora, ma flebile, il suono della sua voce
quella voce che racconta storie
di mondi lontani
un vortice contro il quale non riesco a combattere
che mi tramortisce con un pugno dritto alla bocca dello stomaco
ed improvvisamente
il vuoto.
non sento più nulla.
chiudo gli occhi, ti cerco.
Ti perdo.


giovedì 20 luglio 2017

Ciao, ciao bambina...

"Ciao, Ciao Bambina
un bacio ancora
e poi per sempre
ti perderò...."
Questa canzone di Modugno che mi cantavi sempre da piccola, mi gira in testa da giorni, da quando ti sei aggravato. Da quando ho capito che non saresti più tornato indietro da quel luogo misterioso che aleggiava nella tua mente.. un luogo eterno che immagino come una calda e luminosa giornata in un'antica Calabria, dove tu ancora giovane ti arrampichi sui castagni e sorridi alla mamma e ai tuoi fratelli che ti hanno accolto.
Ti ho visto allontanarti da noi sempre più rapidamente, come una goccia sul vetro che dapprima si muove lenta e poi veloce sino a giù, a scomparire.
Avevi paura di morire, lo so. Abbiamo lottato con te, abbiamo fatto di tutto per starti vicino, per darti conforto, per non farti sentire l'angoscia dell'ignoto. Ci hai ripetuto sino allo sfinimento "andiamo a casa".. e mi rammarcio di non aver potuto esaudire questo tuo desiderio. Ma, come ti dissi quell'ultima notte, casa è dove noi siamo tutti insieme.
Una cosa ti avevo promesso, che non saresti stato solo in quel momento e, per quanto io volessi scappare e non guardare, sono riuscita a rimanere lì, in quella stanza, a contare i tuoi ultimi respiri. Perché ti amavo e ti dovevo una vita intera di baci, coccole, affetto, risate e cure. Perché eri papà.
Oggi che non ci sei più lasci una voragine nel mio cuore.
Il tempo lenirà il dolore acuto che sento e che mi mozza il respiro, ma so che tu mi mancherai per sempre... in ogni piccolo gesto quotidiano, in ogni mattone della casa che tu hai costruito per noi... in ogni ricordo della mia vita, io vedo te.. e non ci sono abbastanza lacrime per piangerti. Tu, con il tuo dolcissimo sorriso e la tua voglia di vivere, imparare e sorridere, tu hai strappato un pezzo del mio cuore e te lo sei portato via. Ho bisogno di credere che il finale di quella canzone non sia vero. Non mi hai persa, papà. Questo è solo un "ciao"... un giorno noi ci ricontreremo e mi darai uno dei tuoi abbracci strizzacostole e mi dirai ancora "ti voglio bene".
 Ciao, ciao papà.

lunedì 10 novembre 2014

10 ANNI

Tanti auguri Gaia.
Che la tua crescita sia accompagnata da tante scoperte nuove, buona musica, tanta lettura e un sacco di amici.
Che il tuo cuore possa trovare quello che desidera, rimanendo sempre disposto a lottare per cio' in cui crede.
Che il tuo essere bambina, poi ragazza, poi donna incontri sempre il rispetto e l'attenzione che merita.
Un abbraccio
La TUA zia.
Qui nessuno puo' intimarmi di stare zitta e non parlare.


giovedì 7 agosto 2014

Saggezza

Gli scopi di vita sono la difesa ottima contro la morte: anche in Lager.

Primo Levi

martedì 17 giugno 2014

Promemoria

Quanto e' facile giudicare l'altrui colpa, vero? 
Quanto e' gratificante pensare di essere superiori, vero?
Quanto ci si consola pensando di non essere capiti, senza fare il minimo sforzo di capire l'altro, vero?
Non conosco queste tre sensazioni, non le ho mai provate.
Ho solo provato lo schiacciante senso di colpa, ma tra tutte le colpe che ho, ho sentito il peso dell'unica che non ho...strano, vero?

Hai mai provato a perdere tutto? La tua casa, le tue cose, i tuoi mobili, il tuo letto, i tuoi cuscini, le tue lenzuola, le tue foto, gli oggetti a cui eri piu' affezionato, il tuo lavoro, i tuoi amici che si trasformano in estranei in un batter d'occhio.

Hai mai provato a trovarti in questo stato e ricevere una telefonata in cui la persona che ti ha partorito ti chiede disperatamente aiuto, nonostante tutto il resto della famiglia sia presente e non fa nulla?

Hai mai provato a dovere la vita di chi ti ha partorito a una persona che non doveva e non poteva essere presente, ma che ha scelto lo stesso di esserci?

Hai mai provato a trovarti in un altro paese, senza casa e senza aiuto, e ricevere una telefonata che ti informa che stai rischiando il sequestro del tuo conto corrente e delle tue poche cose, per una faccenda che non ti riguarda nemmeno di striscio, per un mero errore burocratico?

Hai mai provato la totale disperazione, mentre chiedi aiuto e la sola mano che ti si tende davanti e' quella di chi mai ti saresti aspettato?

Hai mai passato il tuo compleanno vagando senza meta, salvato da una telefonata fatta per caso da una persona a caso?

Hai mai visto il tuo sogno piu' bello allontanarsi sempre di piu', hai mai pensato che in fondo sei stata stupido a pensare che si potesse realizzare?

Se non hai provato tutte queste cose insieme almeno una volta nella vita, non dire una sola parola.

Non una parola.

martedì 4 marzo 2014

AMore

Se potessi, ti strapperei via da tutto questo.


giovedì 27 febbraio 2014

Lettera per Gaia

Cara Gaia,
arrivera´ il giorno in cui sarai in grado di leggere questo messaggio e valutarlo con gli strumenti che l´ esperienza della tua vita ti avra´ donato.
Chissa´ dove saremo quel giorno, quali saranno le nostre speranze e per quali obiettivi vivremo.

Oggi stiamo attraversando uno dei momenti piu' duri, aridi e dolorosi, e lo stiamo facendo nel peggiore dei modi.
Mi chiedo a cosa portera´ alla fine tutto questo, mi sforzo di guardare oltre questa devastazione e vederci un futuro sereno per tutti.
La cosa che mi preme di piu´ dirti oggi e´ che ti voglio bene, molto piu´ di quanto ti abbia dimostrato ultimamente; sai, io sento che siamo legate da un vincolo molto profondo, di cui ignoro la natura, ma che fin dal primo giorno in cui ti ho visto mi ha travolta.

E´ un amore viscerale, che risveglia qualcosa di antico e totalmente lontano dalla razionalita´.
E´ qualcosa che forse mi accadra´ di riprovare un giorno, quando io stessa diventero´ genitore e incontrero´ per la prima volta lo sguardo di mio figlio.

Io ti ringrazio, Gaia, perche´ c´e´ stato un giorno in cui tu mi hai guardata in faccia e mi hai chiesto, con una vaga aria di rimprovero: " cosa hai fatto in faccia, zia?".
Io ti ringrazio, Gaia, perche´ c´e´ stata una mattina in cui ti ho telefonato mentre guardavi i cartoni animati e hai voluto lo stesso parlare con me, nonostante non ne avessi voglia.
Io ti ringrazio, Gaia, per il messaggio di speranza che hai portato venendo al mondo, e per quello che hai fatto per la nonna.

Ti ringrazio per tutte queste cose, e ti ripeto che ti voglio bene, molto di piu´ di quanto tu possa pensare, o penserai in futuro.
Ora queste parole sono tracciate indelebilmente in questo diario, e nessuno potra´ dire che non le ho pensate, pronunciate, scritte.
Potranno dire, forse, che non hanno significato, ma questo sarai tu a deciderlo.



lunedì 24 febbraio 2014

Peppino

E´ triste non aver fame
di sera all´ osteria
e vedere nel fumo
dei fagioli caldi
il suo volto smarrito

P. Impastato

venerdì 21 febbraio 2014

Considerazioni conclusive

Le hai pronunciate tu queste parole, una mattina in quel terribile ospedale, mentre giorno per giorno ti toglievano la capacita´ di decidere il tuo destino, la dignita´ di controllare il tuo corpo, la voglia di vivere.

Le hai pronunciate tu, con la lucidita´ che ti ha sempre contraddistinto, nonostante le ferite subite dal tuo cervello, nonostante le offese provenienti dal tuo stesso sangue, nonostante la troppa indifferenza che ti ha circondato.

Ne abbiamo avuto di tempo in questi mesi per stare insieme, ci siamo dette tutto, abbiamo avuto anche il coraggio di litigare, di scontrarci sempre sulle stesse tematiche, che purtroppo non hanno avuto soluzione.

Io non sono forte come te, e sono crollata, mi sono rifugiata nell´unico luogo in cui mi pare di respirare a sufficienza per continuare a sopravvivere, lasciandomi alle spalle terra bruciata e desolazione.

Non ho intenzione di tornare, non se quello che mi aspetta e´ il tipo di rispetto che e´ stato riservato a te nella difficile vita che stai vivendo.

Lasciamo parlare Lucio, il tuo amato Lucio, lui sa cosa dire.


venerdì 23 agosto 2013

QUANTO ODIO

Gli infami.
Soprattutto quando si vestono da AMICI.

mercoledì 17 aprile 2013

La testa sotto la sabbia

Il problema non c'e', e' solo un'impressione, il problema e' una creazione della mia mente troppo occupata in cose senza senso.
Il problema non esiste, e' tutto un equivoco, uno scherzo, un modo per attirare l'attenzione.
Oppure no, il problema e' una persona, solo quella, il capro espiatorio da mettere alla forca, se solo si potesse...o forse il problema siamo tutti noi, nessuno escluso.
E' come quando  un bambino  rompe un soprammobile giocando in casa con la palla e poi urla, si dispera, si rotola a terra ripetendo "non sono stato io", cercando il perdono negli occhi della mamma.
Il problema non si dissolve cercando di negarlo, rimane li' e diventa sempre piu' grande, fino al giorno in cui te lo troverai davanti e ne sarai sopraffatto.
Sara', ma nel groviglio disordinato e sempre in espansione dei miei difetti non ho trovato quello di mettere la testa sotto la sabbia, semmai quello di cercare le soluzioni piu' complicate e improponibili per fare in modo di non scontentare nessuno, quando bastava magari parlare chiaro per ottenere lo stesso risultato.
Questa e' la prima volta, davvero la prima, che mi sento migliore di qualcuno, e non di poco: mi sento un gigante  che tenta di andare verso  un piccolo uomo, ma nel farlo, inavvertitamente, lo schiaccia.


martedì 4 dicembre 2012

Petizione Emanuela Orlandi


Tramite il sito http://www.emanuelaorlandi.it/ e' possibile firmare la petizione per chiedere la verita' sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, 15 anni, scomparsa il 22 giugno 1983 da Roma.

Da 29 anni  questa famiglia vive nell'angoscia di non sapere quale sia stata la sorte di questa ragazza, nella continua attesa di una svolta che non arriva mai.

Allego il testo della petizione firmato dal fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, nella speranza di dare anche io un contributo alla diffusione del suo appello.
Il destinatario e' il Segretario di Stato di Papa Benedetto XVI:

“Eminenza,il rapimento della cittadina vaticana Emanuela Orlandi, avvenuto nel lontano 1983, ha gettato ombre e dubbi sul comportamento del Vaticano, che nel corso di questi tre decenni non ha avuto il coraggio di abbattere quel muro di silenzi e di omertà eretto intorno a questa vicenda. Lo Stato Vaticano ha da sempre rinunciato alla ricerca di una sua innocente cittadina, suscitando lo sdegno di tantissime persone e di tutti quei sacerdoti che ogni giorno si impegnano perché la vita dei più deboli venga rispettata. E’ l’ora di un segnale forte di cambiamento. Le chiediamo pertanto di adoperarsi affinché venga aperta un’indagine, interna allo Stato Vaticano, sul sequestro di Emanuela Orlandi, con la conseguente istituzione di una Commissione cardinalizia d’inchiesta che si impegni, con onestà e volontà, a far emergere la Verità su questa vergognosa e disumana storia. Che il sacrificio di Emanuela, viva o morta che sia, e il perenne martirio di una famiglia, servano ad un profondo e radicale cambiamento nelle coscienze di chi, ai vertici delle gerarchie ecclesiastiche, sta portando questa Chiesa sempre più lontana dall’insegnamento di Gesu'".

sabato 10 novembre 2012

Gaia


Il 10 novembre 2004 ho capito che Dio non si era dimenticato di noi.

Ci ha fatto un regalo immenso, ci ha illuminato della sua luce, ci ha salvato dalla rassegnazione e dal dolore: dal giorno in cui sei nata tu, piccina mia, ogni cosa ci e' sembrata diversa, ogni possibilita' ci e' sembrata realizzabile, persino la guarigione dalla malattia piu' tremenda, persino salvare un amore che sta volando via, persino perdonare ci e' sembrato possibile.

Il tuo sorriso e' l'unica cosa che difenderei con la vita, se fosse necessario: questo perche' ti amo totalmente, e anche perche' se sono qui ora a credere ancora in qualcosa, lo devo a te.

Buon compleanno Gaietta, con tutto il cuore.






venerdì 2 marzo 2012

LUCIO!!!!


Ma che scherzi fai? Ti aspettavo da settimane, i biglietti per il tuo concerto sempre in vista per paura di perderli...quasi ti sfioro e tu te ne voli via cosi'?????

giovedì 10 novembre 2011

Sfogo personale

Ti accorgi della luce solo quando tutto, intorno a te, si è fatto buio... E' proprio vero che, a volte, serve cadere in fondo al pozzo, per alzare lo sguardo verso il cielo e rendersi conto che c'è sempre un raggio di sole, di speranza. Perché queste rivelazioni?!?
Ho perso una persona alla quale volevo molto bene e, sembrerà assurdo, la sua morte mi sembra... strana, fuori luogo. Ci sono persone che non pensi potrebbero mai andarsene; immagini che siano come i personaggi dei romanzi, che non muoiono mai, che semplicemente esistono per sempre, e invece... In questi momenti capita di percepire, anche solo per un istante, la verità. Verità nel senso di significato profondo, di comprensione. Ripeto, è un istante fugace, ma quanto basta per farti esclamare: "che senso ha continuare a perdere tempo in inutili seghe mentali, perché cavolo continuo a perdere tempo?"; per lo meno, questo è quanto mi sono detta io oggi, dopo una mattinata al lavoro abbastanza deludente e degradante.
Lavoro?!?...tsè!!! ho sudato sui libri e ho fatto due anni di inferno (vale a dire, la pratica forense) per ritrovarmi a fare la commessa in un negozio di prodotti studiati per soddisfare bisogni effimeri e, francamente, di ultima necessità, dove mi devo sorbire una ragazzina qualunque che mi striglia per benino con la faccia tutta seria.... ma per favore!!! E pensare che, in quel momento, per un attimo, mi sono sentita un insetto insignificante che con la vocina roca e pietosa dice " mi dispiace di aver fatto questo errore.. si capo hai ragione, non deve succedere... mi devo impegnare di più".... e.. porca miseria, mi sono odiata!! ma che cavolo significa vivere in questo modo??? no, se una cosa devo imparare dalla perdita di molte persone che ho amato, a partire da mia madre, mia zia Emilia e, ora, mia zia Bruna (che solo a nominarla mi sanguina letteralmente il cuore), è che la vita non può essere questo. Io mi merito qualcosa di più...BASTA!!! Non devo più permettermi di lasciar scivolare via la mia vita e, ogni volta che mi verranno gli attacchi d'ansia e le paranoie, dovrò rileggere queste righe per ricordarmi che dentro di me c'è una rabbia positiva, costruttiva... un pò alla marchese del Grillo... "Io sò io, e voi non siete un ca...". Bè, un pò forte, forse, ma liberatorio.
Cara zia, voglio farti onore; eri una persona forte, combattiva, che gridava alla vita; andavi oltre le cose brutte che ti erano capitate ed avevi un cuore grande e generoso. Per noi eri "Zia Terremoto" perché la tua presenza riempiva la stanza e catturava l'attenzione di tutti; non ti facevi paranoie perché se dovevi mandare a quel paese qualcuno non ci pensavi due volte!! però, quanto eri premurosa e dolce... ti preoccupavi sempre per tutti, per i vivi e, sì, anche per i morti (ma dove mai la trovi una che andava a curare cappellette e tombe in onore dei combattenti delle guerre, perché nessuno si dimenticasse di loro?). Vorrei dirti che cercherò di trarre insegnamento da tutto ciò che di forte e "combattivo" c'era in te, perché te lo devo, per tutto quello che hai fatto per me, e perché meriti di essere ricordata.

mercoledì 26 ottobre 2011

CIAO



Tesoro bello...nel giorno del tuo ultimo saluto ti pensero' spesso, anche se dicono che non ne vale la pena perche' eri ricco e famoso, mentre bisogna star male solo per coloro che che non hanno voce.
Vedi, siamo arrivati al punto che ci viene detto anche per chi soffrire e per chi no, come se fosse possibile ordinare al cuore di non battere, o agli occhi di non far uscire le lacrime...

Ti dedico questa giornata, queste poche righe sgrammaticate e anche qualche lacrimuccia, non mi interessa di essere giudicata superficiale, tanto un giudizio in piu' o uno in meno non fa differenza.

Da domani pero', ti lascero' al ricordo di quelli che ti hanno amato e sono stati presenti nella tua vita, perche' solo quello potra' aiutarti a raggiungere la pace che ti attende in quel luogo in cui, come dice la mia piccola saggia nipotina, ci ritroveremo tutti, ma proprio tutti!

Ciao coraggioso bambinone!!!!

lunedì 10 ottobre 2011

Arrivera' quel giorno?


Arrivera' davvero il giorno in cui potro' pensare a un luogo di questa terra considerandolo davvero "casa"?
Arrivera' mai il giorno in cui potro' pensare a qualcuno considerandolo "famiglia"?
In altre parole, arrivera' un giorno in cui non mi ritrovero' alla fine della giornata a ripetermi in continuazione che, nonostante i sacrifici fatti, non esiste un posto, uno sguardo, un abbraccio in cui sentirsi davvero al sicuro?

Come al solito, le risposte le trovo in te, l'unica silenziosa presenza che mi riporta in pace con il mondo.

giovedì 6 ottobre 2011

VOGLIO

VIVERE.
NON TIRARE A CAMPARE.

domenica 29 agosto 2010


Mi accorgo di essere sdraiata su una superficie ruvida e dura, in perenne movimento, e non capisco se i miei occhi sono chiusi o aperti; ma non importa, non avverto la minima differenza, perché il buio mi circonda. Non ho freddo e, così, scopro di essere vestita, perché sento qualcosa di morbido a contatto con la pelle. Un rumore assordante mi impedisce di sentire i pensieri che vorticano frenetici nella mia mente ed un odore acre, ferroso e stantio impregna l'aria che entra ed esce lenta dalle mie narici, investendomi di un lieve ma incessante disgusto. Resto così, supina e confusa, per un tempo, se questo esiste ancora, che sembra interminabile. Ad un tratto, decido di ascoltare quel rumore, non voglio più accettare passivamente la sua prepotenza, desidero afferrarlo, scomporlo, capirlo e, se posso, anche fermarlo. Mi accorgo che non è solo inutile e fastidioso baccano: sferzate di aria, fischi acuti, metallo che stride e sferragliare di ruote sui binari... sono consapevole di trovarmi all'interno di un vagone, su un treno che viaggia a forte velocità verso una destinazione a me ignota. Un pensiero mi assale chiaro, al di sopra di quella confusione: Ma chi sono? Come sono finita qui? Ho sempre saputo chi ero, dove mi trovavo e perché mentre ora so solo di essere un corpo, un cuore pulsante ed un'anima immersi nel buio, maleodorante, ristretto spazio di una scatola di metallo lanciata a tutta velocità verso il nulla. Rimugino a lungo sulla mia condizione, incredula e spaventata, senza riuscire a trovare una via d'uscita. Come un cane che gira e gira per capire di chi sia quella coda, la mia mente gira su stessa inutilmente, sino a quando un lampo di comprensione illumina per un attimo l'oscurità: devo alzarmi e trovare la porta! è così semplice, perché ho perso tutto questo tempo?? mi metto carponi e brancolo a fatica nel vuoto, orientadomi solo con le mani, che toccano il pianale che sento sudicio e umido sotto le dita. Piangendo e ridendo, gridando e singhiozzando, comincio a cercare e, dopo chissà quanto tempo, gridando di gioia, afferro quella che sembra una maniglia, spingo in giù e con tutte le forze apro la porta del vagone. Una luce abbagliante colpisce come un violento schiaffo il mio viso e brucia i miei occhi; forti raffiche di vento mi costringono ad arretrare verso l'interno. Aspetto che il cuore riprenda i suoi battiti regolari e solo a quel punto, riapro gli occhi e guardo fuori: non riesco ancora a mettere a fuoco, ma vedo. Vedo una striscia verde interrotta ogni tanto da punti colorati, ed una striscia di un turchese così intenso e maestoso da farmi piangere. I dettagli si fanno man mano sempre più chiari e vedo campi coltivati, piccoli fragili fiori sferzati dall'aria, e la luce del sole che scalda questo quieto e silenzioso paradiso; come vorrei poter far parte di quel sogno, accarezzare l'erba, odorare quei petali, ascoltare la vita che certamente li abita. Non so come fare ad arrivare lì, non so come abbandonare il luogo in cui mi trovo; il tempo (ma c'è davvero?) passa lento ed instancabile ed io contemplo un sogno che sembra a portata di mano. Potrei fare un salto.. certo! potrei fare un salto verso la luce ed abbandonare il buio; darmi la spinta, usare tutte le mie forze ed atterrare laggiù. Risolutamente, mi alzo, vado verso l'uscita, mi affaccio e guardo fuori: quanto è lungo questo treno.. non vedo l'inizio, né la fine. Non importa, quando scenderò di qui, non avrà più importanza. Mi preparo, faccio due passi indietro, sto per saltare... ma non riesco! Vorrei ma non posso! Ho paura... non so cosa mi aspetta.. potrei farmi male, potrei soffrire.. in fondo ora sono al sicuro. Potrei restare qui ancora un pò, magari il treno si fermerà, forse qualcuno arriverà a salvarmi. Non decido. Mai. Resto in attesa davanti a quella porta. Mi ricordo delle persone che amo ed il mio pensiero va a loro. Cosa penseranno di me se farò quel balzo? Resteranno delusi, di certo. O forse no? Vorrei il loro perdono se dovessi fare la scelta sbagliata. Così mi sento, così è la mia vita. Indecisione e paura, sogni e speranze. Marianna

venerdì 23 luglio 2010

Metti un venerdì sera da sola, in ufficio...


Metti un venerdì sera, da sola in ufficio... sto guardando il temporale.... nel silenzio più totale di un luogo che, senza il turbine delle telefonate, delle discussioni e del ticchettìo delle tastiere, si trasforma, improvvisamente, in un mondo nuovo, quasi estraneo. Fuori, imperversa la grandine e la pioggia si abbatte impietosamente sulle vetrate mentre io resto qui, in ascolto di ogni singolo rumore.. è come se questo luogo volesse sussurrarmi qualcosa e, così, immagino voci antiche di bimbi che si rincorrono nel corridoio dove ora si trova l'archivio o il profumo di un pranzo domenicale consumato nella quiete della famiglia riunita. Chissà chi viveva in questo appartamento di un palazzo costruito oltre cinquant'anni fa, nel centro di una cittadina borghese e falsamente bigotta, alle spalle della grande chiesa centrale... chissà?? Strani pensieri, è vero, eppure a volte gli oggetti che abbiamo intorno sembrano in grado di trattenere qualcosa della vitalità (forse dell'anima?), di chi li ha posseduti, potendo, così, anche dopo tanti anni, sussurrartene sogni, segreti e paure...
Marianna 23/07/2010