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martedì 13 novembre 2012

yogurt fatto in casa


Qualche giorno fa, in vena di esperimenti, ho deciso di rimettere in funzione la yougurtiera che avevo comprato qualche anno fa per un prezzo modico, 8 o 9 euro al massimo.

Ho deciso di dimezzare le dosi, per non dover buttare tanto latte in caso di fallimento: donna di poca fede!!! Il risultato e' stato eccellente, uno yogurt cremoso e non acido, davvero buono:

1/2 litro di latte parzialmente scremato
80 grammi di yogurt naturale intero

Ho unito i due ingredienti, cercando di miscelarli molto bene, ho travasato tutto in un unico contenitore (non nei 7 vasetti in dotazione), che ho posto nella yogurtiera.

Dopo 12 ore ho preso lo yogurt, l'ho lasciato a colare per una mezzoretta attraverso un telo per fargli perdere il siero in eccesso e poi l'ho messo in frigorifero.

Potevo anche saltare questo passaggio, ma ho letto da qualche parte che cosi' rimane meno acido, e devo dire che sotto questo aspetto sono rimasta soddisfatta: zero acidita' e ottima cremosita'!






martedì 22 maggio 2012

lunchbox veg n2 ...."convertita"


Alla fine sono rimasta a casa e mi sono spazzolata tutto comodamente seduta in salotto guardando le ultime gesta del mascellone & family....certe perversioni sono dure a morire....

Bulgur 
lenticchie rosse in umido
pomodori

Il bulgur e' semplice e veloce da preparare: cuoce  per una decina di minuti in una quantita' d'acqua che corrisponde al doppio rispetto al peso della semola, quando sara' assorbita per bene il gioco e' fatto...volendo si puo' aggiugere della curcuma o dello zafferano nell'acqua per farla risultare bella colorata e profumata. 
Le lenticchie le ho aggiunte a un soffrittino e portate a cottura con un po' di brodo vegetale, si cuociono in fretta perche' sono decorticate.
L'intera operazione mi ha portato via un quarto d'ora....

Lunchbox veg improvvisata


Questa e' per un mezzodi' fuori casa:

ceci lessati
pomodorini
funghi champingnon
carote a filetti

Ho dovuto solo ammorbidire i funghetti cuocendoli al micoroonde per tre minuti e poi condire tutto on olio  evo e un pochino di sale.
Un pezzetto di pane, un frutto e via...ho usato ceci in scatola ma ho provato a cuocere quelli secchi e sono piu' buoni, specialmente perche' in cottura li aromatizzo come mi pare...

mercoledì 8 febbraio 2012

Panificazione compulsiva: come uscirne?

Uno dei miei tantissimi difetti e' la terribile, insidiosa, martellante curiosita': quando qualcosa attira la mia attenzione io devo cercare di sviscerarla in ogni sua parte, pena un senso di incompletezza che puo' portare anche a gesti eclatanti, tipo collegarsi a internet dal cellulare alle tre di notte nel mezzo di un attacco di insonnia per sapere se c'e' il modo di preparare una cioccolata senza latte oppure se un tal negozio vende o no il malto di riso...

E' stato in preda a un delirio di questo tipo che un giorno mi sono messa a cercare istruzioni su come avviare il lievito in coltura liquida, altrimenti detto lili' o li.co.li..
Navigando con attenzione sul forum di Cookaround, la mia bibbia gastronomica, ho trovato un post che spiegava molto precisamente il metodo, e l'ho seguito religiosamente in tutte le sue fasi, riuscendo in una settimana circa a ottenere il mio bel blob carico di fermenti pronto per la prova panificazione.
Il primo tentativo e' andato sorprendentemente bene: ho seguito la ricetta trovata su questo blog, in cui l'autrice  specifica anche il modo di eseguire i rinfreschi prima di procedere alla preparazione dell'impasto.

Ecco il mio risultato:


La pagnotta e' cresciuta molto ma non so perche' ha prodotto un bucone appena sotto la crosta...forse ho impastato male.

La svolta e' avvenuta quando mi sono imbattuta nelle ricette di Anna, del blog "c'e' di mezzo il mare": ho replicato le sue fette biscottate:


.... il suo pane soffice con farina di segale :


....e i panini al latte, i mei sono semintegrali:


Le ricette di tutte le preparazioni si possono trovare in questa parte del suo blog.

Ora mi chiedo: c'e' un modo di smettere? no, perche' se c'e' devo trovarlo!  




sabato 3 dicembre 2011

Panettone casalingo


Dopo un mese di novembre insolitamente asciutto e "caldo", ecco affacciarsi il tipico clima invernale basilese, accompagnato dalle bancarelle del Weihnachtsmarkt che anima la citta' e attira un discreto numero di visitatori alla ricerca di idee originali per i regali di Natale.
 Il profumo che si respira per le strade e' quello del Glüwein, delle mandorle caramellate e dei biscotti speziati, il tutto accompagnato dal suono degli organetti a manovella e delle immancabili giostrine per bambini, che ho sempre trovato di una tristezza infinita...
Io son quasi sempre chiusa in casa, a domare i fantasmi delle "storie del pensiero scientifico" e della grammatica inglese, e nel frattempo mi cimento in prove di panificazione al limite delle mie possibilità: sempre seguendo le sapienti indicazioni di Vittorio, che ha sempre una videoricetta adatta al caso, ho sfornato il mio primo panettone, con risultati soddisfacenti, considerato che sono una dilettante. L'impasto e' soffice e profumato, ma nel mio caso passati due giorni tende a seccarsi diventando "sbricioloso", forse perche'ho dovuto usare una farina comune al posto della manitoba, che qui non saprei come procurarmi...la contrabbandero' al primo rientro in "italico suolo".
Gli stampi me li sono procurati al Grancasa, pagandoli piu' di tutti gli altri ingredienti messi insieme e, per la verita', anche di un panettone di discreta qualita' gia' pronto e impacchettato...ma non si puo' avere tutto,no?

martedì 8 novembre 2011

Filoni di pane..ovvero l'elogio di Vittorio

Su questo interessante sito ho trovato un numero impressionante di ricette per la realizzazione di focacce, pane, dolci lievitati e pizze, tutte spiegate con chiarezza e semplicita': e' lo spazio di Vittorio. Tutto quello che bisogna fare e' cliccare sul titolo di una ricetta, e si trovera' un passo-passo da seguire per ottenere il miglior risultato, con tanto di filmato, per fugare ogni dubbio sul procedimento. Quando mi sono decisa a provare il pane casereccio semplice e veloce non mi aspettavo di ottenere la pagnotta piu' fragrante e saporita che avessi mai sfornato, per il semplice motivo che con i panificati io sono letteralmente NEGATA...mi sono dovuta ricredere!!!
La crosta è croccante, l'interno compatto ma leggero e soffice, il tutto in poco tempo...inizio preparazione alle ore 10:00 e pane fresco in tavola per il pranzo delle 13.30. Questi invece sono i filoni di nonna Laura, che gia' alla seconda prova mi hanno dato una bella soddisfazione....
E gia' che c'ero ecco esperimenti di rosette...le mie son venute piene ma buone ugualmente, devo ancora lavorarci per affinare la tecnica...
Grazie mille Vittorio, anche perche' nei tuoi post c'e' sempre un alto carico di umanita' ...e chi segue le tue videoricette lo sa benissimo!

giovedì 12 agosto 2010

Sveglia!!! muffin al cioccolato





Quando ci si prepara ad affrontare un'impresa bisogna sempre fare il pieno di energia,quindi via libera al cioccolato, che solo a nominarlo fa bene al cuore....si ma la scelta e' ardua: qui ci saranno mille sorte di cioccolati diversi: al latte, bianco, fondente, ripieno alla frutta, con nocciole, noci, pistacchi... aiuto!!!!!
Dopo mezzoretta davanti allo scaffale dei dolci ho pensato che era necessario prendere una decisione, optando per un preparato per muffin al cioccolato che mi implorava di essere comprato: non sara' del tutto "home made", ma io non sono estremista,questo l'ho gia' detto.
Ci pensero' poi a metterci la "firma", sui miei confortanti dolcetti.

Facile e veloce: aggiungere 3 uova, 125 ml di olio leggero e 75 ml di latte...voila', fatto, ora riempiamo i pirottini e inforniamo per 25 minuti a 175 gradi forno statico.

Finalmente in casa si crea un'atmosfera dolce ed accogliente, con questo profumino di cioccolato che si aggira tra le (poche..) stanze.
Ora posso pensare ad affrontare la mia impresa con una disposizione d'animo diversa, piu' ottimista, battagliera, energica...cioccolatosa, appunto.

Sforno la mia schiera di muffins belli gonfi, sembrano soffici, gia' me li immagino sparire in un bicchierone di latte, se arrivano a domani mattina, con il golosone che ho in casa!

Qualche goccia di cioccolato fuso in superficie ed eccoli pronti, tutti da gustare,sperando che mi regalino la giusta dose di energia per lanciarmi nel meraviglioso mondo della...matematica, nuova compagna di vita da quando ho deciso di lasciare la cassa del supermercato in favore delle esaltanti paghe e dei tanto amati contributi...

PS: ecco una ricetta per chi e' meno pigro di me e vuol prepararsi i muffin a casa: tratta da "cotto e mangiato", Parodi docet:

domenica 4 luglio 2010

Spaetzle

In cinque anni di permanenza in Svizzera ho avuto modo di sperimentare poche ricette della tradizione locale, ma credo di aver imparato abbastanza bene a preparare gli spaetzle.
Qui a Basilea vengono utilizzati come contorno per accompagnare piatti di carne stufata, irrorati da saporiti intingoli, oppure saltati in padella.
Con il pesce, invece,viene servito riso bollito, patate lesse o in pure',a completare un gustoso piatto unico.
Nelle mie preparazioni tendo ad affidare a questi gnocchetti il ruolo di protagonisti, impiegandoli come primo piatto, forse snaturandone un pochino l'essenza di "discreti accompagnatori", ma credo che i basilesi DOC come la mia vicina di casa, l'ottantenne pimpantissima Frau Stocker, non se la prenderanno più di tanto.
La versione che personalmente preferisco e' quella agli spinaci, che ho trovato sfogliando un libro di ricette ricevuto in regalo qualche anno fa', "la cucina nelle Dolomiti" di Anneliese Kompatscher:

350 grammi di spinaci cotti e tritati
300 grammi di farina
2 uova
1 bicchiere scarso d'acqua
Sale e pepe

La preparazione e' davvero molto semplice: basta lavorare le uova con la frusta, incorporare gli spinaci tritati ed infine la farina a poco a poco, diluendo con poca acqua alla volta, fino ad ottenere la consistenza di una pastella appiccicosa e densa.
Si regola di sale e pepe e poi si lascia riposare una mezz'ora.
Esiste un attrezzino apposito per dare forma agli spaetzle, ma quello che ho io e' una versione diversa dal solito: ha la forma di una piccola racchetta bucherellata, che si sistema direttamente sul bordo della pentola che bolle, e con l'aiuto di una spatolina di plastica si lascia colare l'impasto nell' acqua bollente.
La cottura e' breve, diciamo che appena vengono su sono cotti, e possono essere trasferiti in padella con il condimento.
Il bello di questi gnocchetti e' che si prestano a varianti infinite, con l'aggiunta nell'impasto di concentrato di pomodoro, barbabietole tritate, carote e chi piu' ne ha più ne metta, a creare piatti colorati e gradevoli non solo al palato...
Per il condimento stesso principio: speck e panna, burro salvia e parmigiano, salsa di pomodoro, dadini di prosciutto e funghi....
Le mie versioni hanno un sentore di mare nel condimento, il che magari può sembrare una contraddizione in termini, ma la coerenza purtroppo non e' mai stata il mio forte.

Con un intingolo ai gamberetti:


Con una salsa arricchita da qualche striscia di surimi, senza spinaci nell'impasto:


Se si desidera prepararli in anticipo e condirli in un secondo momento vanno conservati in una bacinella piena d'acqua, altrimenti si appiccicano senza rimedio, esperienza personale.
Peccato che questo Frau Stocker si era ben guardata dal dirmelo....

lunedì 14 giugno 2010

Profumo di pane appena cotto

In fondo mi piacciono i venerdì a Basilea, sono come un piacevole
depurativo che mi aiuta a liberarmi dagli stress della settimana, che per quanto corta e' sempre molto ma molto intensa.
Ieri, curiosando in un supermercato vicino casa ho trovato alcuni preparati per pane, e poiché avevo tempo e la temperatura permetteva l' uso del forno,mi sono permessa di provare a fare il pane nero.




So che non tiene minimamente il confronto con quello fatto completamente in casa, ma come ho gia' detto non sono una gran cuoca, e mi accontento anche di un risultato non perfetto, ma che faccia ugualmente felice chi amo.
Dopotutto le cose fatte con amore risultano sempre più buone....




venerdì 4 giugno 2010

Lasagne ai funghi champignon e melanzane




Questa ricettina l'ho trovata sul sito della Barilla, dove si possono trovare "innumerevoli " idee per cucinare "innumerevoli" formati di pasta.
Volevo una lasagna bianca, non troppo carica di sapori forti, veloce da cucinare, dal gusto avvolgente: soddisfatta dal risultato ma non troppo dal giudizio della mia nipotina, che alla vista della besciamella ha urlato un "bleah" che hanno sentito anche i vicini del palazzo di fronte....ma a casa nostra e' la normalita'!!!

Per la pasta:

200 gr di farina (io ho usato quella di kamut, ma solo perche' l'ho scoperta da poco e devo dire che la digerisco meglio. Dal punto di vista della lavorazione non ho trovato differenze con quella di grano tenero, si impasta bene e si stende senza problemi, anche in cottura tiene bene)

2 uova

Io di solito preparo la farina e nel mezzo rompo le uova, inizio ad amalgamare con una forchetta e proseguo con le mani, fino ad ottenere una bella pagnottina liscia ed uniforme.
Poi l'avvolgo in un canovaccio e la lascio a riposare una mez'ora.
Infine la stendo molto sottile.

Per il condimento:

350 gr di funghi champignon ( ho usato quelli surgelati, non saranno il massimo ma...)
Ho fatto fondere un bel pezzettino di burro in una casseruola capiente, ho unito i funghi e fatto cuocere 10 minuti.Poi ho aggiustato di sale, aggiunto un goccino di concentrato di pomodoro e finito di cuocere.

1 melanzana , tagliata a fette e fatta grigliare

1/2 litro di besciamella, l'ho tenuta abbastanza liquida, per non far seccare la pasta in cottura.

Grana quanto basta

A questo punto non ho scottato la pasta prima di comporre la lasagna, perche' lo spessore era talmente sottile che ho pensato che si sarebbe cotta ugualmente, assorbendo il liquido della besciamella e il brodino rilasciato dai funghi ...fortuna che ho avuto ragione....
Preparato sul fondo della teglia un bel mestolone di salsa besciamella e una spolverata di grana
ho iniziato a comporre gli strati di pasta, funghi, melanzane, grana e besciamella, fino a terminare con l'ultimo strato a cui ho aggiunto del formaggio a pasta filata, per creare la crosticina che tanto piace a mia cognata.
Nel dubbio atroce che potesse seccare troppo in cottura ho aggiunto ai lati e al centro un pochino di brodo vegetale, ma l'ho fatto solo per precauzione estrema.

Via in forno per 25 minuti a 200 gradi, ma il tempo di cottura varia a seconda del forno, come ho imparato a mie spese....

E bravo "Sig. Barilla", grazie della ricetta e a presto!!!!

domenica 30 maggio 2010

Frolla di kamut alle pere


Questa e' una tortina che ho cucinato per una cara amica che per problemi di intolleranze non puo' mangiare alimenti che contengano derivati del latte , e tra le farine, quella che le crea meno problemi e' il kamut.
Ne e' risultato un dolcino gradevole e profumato, anche se senza troppe pretese....

200 grammi di sfarinato di kamut
100 grammi di zucchero grezzo
1 uovo
Un pizzico di sale
80/90 grammi di margarina vegetale
1 cucchiaino da caffè di lievito
Essenza di vaniglia

Per il ripieno :
2 pere tagliate sottili e messe a insaporire con un po' di zucchero e succo di limone
Pinoli e uvette se piacciono

In una terrina capiente mescoliamo insieme farina, zucchero, lievito , un pizzico di sale e l'essenza di vaniglia.
A questo punto aggiungiamo la margarina, lavorando con le dita in modo che si amalgami agli altri ingredienti in maniera uniforme.
Aggiungiamo l' uovo e impastiamo velocemente, ottenendo cosi' un impasto compatto ma abbastanza morbido da essere lavorato facilmente.
Possiamo riporre la frolla in frigo per una mezz'ora, e nel frattempo tagliamo le pere a fettine sottili, aggiungiamo dello zucchero e qualche pinolo, dell'uvetta se piace, o del cioccolato fondente, per una versione più golosa.
Stendiamo una sfoglia sottile di frolla e adagiamola sulla tortiera rivestita in carta forno, formando un bordo abbastanza capiente da accogliere il ripieno.
Con la restante parte di pasta possiamo ricoprire la parte superiore della torta, oppure formare delle stringhe da disporre a griglia sulla farcitura.
Inforniamo a 180 gradi per 25 minuti, finche' la superficie risulti ben dorata.
Ora prepariamo una buona tisanina o un rigenerante caffè per accompagnare la tortina di kamut...

domenica 16 maggio 2010

Torta al cioccolato di Lucia

Questa ricetta me la consiglio' una signora dolcissima incontrata in ospedale, durante una convalescenza di mia madre. L' aveva preparata per l'amica, ricoverata insieme a mamma, che da qualche giorno non aveva appetito.
E' una torta molto saporita e avvolgente, e appunto per questo va gustata a piccole dosi.
Ecco la ricetta, direttamente
dalla penna di Lucia.....



Ed ecco il risultato....




E grazie a Lucia, che mi ha mostrato come un gesto d'affetto semplice ma sincero puo' salvare un amico....

venerdì 7 maggio 2010

dolcezze e presentazioni


Questo e' il mio primo post in assoluto, e devo dire di essere un pochino emozionata, perche' era davvero molto tempo che non sentivo l'esigenza di esprimere qualcosa di me stessa che valesse la pena di condividere.
Le mie ricette non sono innovative, per la verita' non credo di essere una gran cuoca, ma spesso sono legate ad emozioni, incontri, ricordi significativi, persone speciali.
Questa, per esempio, e' la "mia" confettura di fragole, e dalla sua dolcezza ho trovato la forza di mettere un bel colpo di spugna a quello che e' stato e ricominciare: e perche' non ricominciare con un progetto nuovo accompagnato da una bella fetta di pane e marmellata??

500 grammi di fragole
250 grammi di zucchero semolato
il succo di mezzo limone

Laviamo e tagliamo a piccoli pezzettini le fragole, poi trasferiamole in una bella pentola capiente.
A questo punto aggiungiamo lo zucchero e il succo di limone, e iniziamo a cuocere a fuoco dolce, mescolando spesso, finche' lo zucchero non sara' sciolto e le fragole non avranno rilasciato il loro succo.
Attenzione a non far attaccare lo zucchero al fondo della pentola, altrimenti rovinera' il sapore della confettura...
Continuiamo a cuocere, a fuoco dolce, mesolando spesso, finche' il composto non sara' diventato piu' denso, iniziando a presentare il caratteristico aspetto della marmellata... la mia per esempio ci ha messo circa un'ora, ma il tempo puo' variare a seconda della quantita' d'acqua presente nella frutta etc.
Quando vi sembra che sia arrivata a cottura, toglietene un cucchiaino e mettetelo in un piattino , magari freddo di frigorifero, in modo che la marmellata si raffreddi e rapprenda velocemente, confermandovi che e' pronta.
Per quanto riguarda l'invasamento, io di solito sterilizzo i vasetti vuoti facendoli bollire, poi li riempio di marmellata appena tolta dal fuoco e quando li chiudo li tengo capovolti fino al raffreddamento,in modo che si crei il sottvuoto, ma c'e' anche chi li riempie (ovviamente devono essere ben puliti) e poi li fa bollire per una mezzora.
Valutate voi il modo migliore e sicuro di invasare e conservare la vostra marmellata.

A presto
Annalisa