mercoledì 18 maggio 2011

Bucatini alla carbonara... finta





Questa ricetta l'ho letta su una rivista di cucina, il nome non lo ricordo, ma sono certa che era presentata da Simone Rugiati.

Mi ha incuriosito perché l'apporto calorico si riduce notevolmente rispetto alla classica carbonara, mantenendo pero' una cremosita' e un gusto davvero gradevole.

Queste le dosi per la mia porzione:

80 grammi di bucatini
1 peperone giallo, arrostito, spellato e ridotto a falde
30 grammi di guanciale
10 grammi di grana (un cucchiaio)

La preparazione e' semplice:
Si mette a rosolare il guanciale in padella insieme a uno spicchio d'aglio in camicia, mettendolo da parte quando e' ben dorato.
Nella stessa padella si ripassano le falde di peperone, per poi frullare il tutto al mixer con un pochino di acqua di cottura della pasta, se necessario, aggiustando di sale.

Con questa cremina si fa saltare la pasta, si aggiungono il guanciale e il grana per completare il piatto.

Risultato: niente a che fare con la carbonara, ma molto gustosa lo stesso....

venerdì 15 aprile 2011

Un meraviglioso esempio di civiltà

Non e' un periodo semplice questo: i continui sbarchi di migranti a Lampedusa, la problematica della loro gestione, la polemica con l'Europa, la guerra in Libia e tremendissima ciliegina sulla torta l'uccisione di Vittorio Arrigoni.

Come e' facile cadere nell'odio indiscriminato e nell'intolleranza, cercare motivi per considerare l'altro criminale a priori, in quanto straniero, magari clandestino, o quel che e' peggio islamico!

Proprio in questi giorni infuocati invece, mi e' accaduto di vedere due donne, una italiana e cristiana, l'altra marocchina e musulmana, con una sola cosa in comune: la malattia.

Le ho viste cercare il dialogo a gesti, soccorrersi a vicenda come se l'unica cosa che le tenesse in forze fosse il desiderio di alleviare l'una le sofferenze dell'altra, per gioire maggiormente del dono della guarigione.

Ma la cosa che più mi ha colpito più di ogni altra e che mi ha fatto pensare che forse c'e' ancora speranza per questo mondo, e' stato sentirle pregare insieme, un attimo prima di entrare in sala operatoria, entrambe con la stessa fede nell'unico Dio, quasi a voler dimostrare che ogni tanto l'essere umano si svela nelle sue sfaccettature più pure, nonostante troppo spesso dia prova di bassezze inaccettabili.

Tutto questo loro l'hanno dimostrato, inconsapevolmente, e io testimone a imparare da loro una grande lezione di civiltà.

In situazioni come queste si capisce quanto poco contino i soldi, le lauree,il falso l'intellettualismo e le ideologie,se manca il cuore.

E di quello ne ho visto davvero tanto.





lunedì 14 marzo 2011

Pane al pane...






Cosa rimane se provo a togliere strato dopo strato tutte le maschere che sono spessissimo costretta a portare per sopravvivere?
Bella domanda: mi verrebbe da dire che forse resterebbe ben poco.
Allora cerco di riprendere contatto con me stessa attraverso la pietanza più semplice: il pane.

600 grammi di farina
365 ml di acqua tiepida
10 grammi di sale
10 grammi di lievito di birra

Impasto tutti gli ingredienti avendo cura di aggiungere il sale solo alla fine, e lascio riposare al caldo per due orette, poi formo dei panini, che metto a riposare una mezzoretta, a riprendere la lievitazione.
Il forno caldo a 240 e via, per 30 minuti.
E intanto medito su dove sto andando...

venerdì 21 gennaio 2011

Racconto-dialogo, tratto da una storia vera, vissuta in prima persona:
*** SCRITTORI IN ERBA AUTOCELEBRATIVI*** ovvero ***SOLO NOI AUTORI INCOMPRESI SIAMO ACCULTURATI ED IL RESTO D'ITALIA "STA A GUARDA' I TRONISTI"*** ovvero ***LA PROVOLA CULTURALE***

"Ieri pomeriggio sono andata in copisteria per fare delle fotocopie" esordisce Lucy, già seduta ad uno dei tavolini interni del bar.

"Ma va?!? pensavo che in copisteria si comprassero dei meloni", risponde sarcastica Betta mentre, ancora avvolta nel cappotto, trova posto di fronte all'amica.
"Simpatica... hai mangiato yogurt acido a colazione?" ribatte con finta stizza Lucy, che, però, vedendo la sua faccia, decide che non è il caso di insistere...
"Se mi lasci finire, ti racconto cosa mi è successo!"
"Ok, spara"
"Allora, ero lì, che pensavo ai fatti miei, quando entra un cliente e..."
"Oh mamma, davvero? è entrato un cliente? ma dico, è una cosa incredibile!!". Adesso è Betta che si diverte, le piace prendere (affettuosamente) un pò in giro l'amica.
"Ok, la vuoi sentire o no la mia storia?"
- Se la voglio sentire? come no... - pensa malignamente Betta. "Scusami. Davvero. E' solo che ieri non è stata una bella giornata. Dài, ti ascolto"
Lucy la fissa per un minuto, poi riprende:
"Allora, entra questo tizio, sulla quarantina, che si rivolge alla commessa chiedendole di fargli tre copie con rilegatura del suo prezioso manoscritto. Perché lui scrive. Per il cinema. Che cosa scrive, non l'ho capito, forse sceneggiature? soggetti? boh! la commessa, che OVVIAMENTE è una scrittrice anche lei, dopo i vari complimenti del caso (e lì mi domando: ma come cavolo fai a fare i complimenti ad uno scrittore solo perché scrive, senza aver mai letto mezza riga del suo libro?) comincia a chiedergli del rutilante mondo del cinema. Lui barcolla. Arranca. Poi comincia la filippica del: il mio lavoro incontra molte difficoltà perché anche se ci sono tanti giovani registi bravi, sono incompresi tanto che devono andare all'estero per fare successo, perché in Italia anche se hai cinquant'anni sei considerato troppo giovane... e la commessa: eh, sì, se non sei Monicelli, non ti vogliono neanche vedere!"
"Sì, ma tu che ne sai? magari lui è davvero bravo e..." interviene Betta.
"Aspetta, aspetta. Lasciami finire. Ad un certo punto lei racconta di aver mandato i suoi libri in una famosa tipografia che valuta opere inedite e che questi le avrebbero risposto facendole sapere il prezzo della pubblicazione. Lui, tronfio, con aria di chi la sa lunga, le spiega che non è la strada giusta, che non deve pagare per pubblicare; eh, poverina, la capisce, perché il vero problema di noi scrittori è che in Italia il livello culturale è così basso... perché stanno tutti lì, a guardare i tronisti in televisione! Poi, la commessa, che nel frattempo annuiva furiosamente, dopo essersi guardata intorno con aria sconsolata, dice, con punta d'invidia - che bello dev'essere vedere una propria storia riprodotta nel film... dài, dimmi di un tuo film che lo guardo - Gelo. Lui la guarda, e con voce strozzata - bè, sai, non ho pubblicato molto finora... non riesco sempre a scrivere, con il lavoro che faccio... consulente previdenziale... perciò ti..." a questo punto Lucy interrompe il racconto.
"Perciò cosa? dài, piantala di ridere, dimmi cos'ha detto dopo lui".
"Oh... non ha detto più niente perché proprio in quel momento è scattata la mia solita figura di m...!!"
"No! Non me lo dire, ti prego... non ti sarai messa a ridere, per caso? vero???" Betta, che già pregusta il seguito della storiella, fissa negli occhi l'amica che ancora ridacchia sotto i baffi.
"Lo sai, quando mi scoppia, la ridarola è irrefrenabile... e in questo caso si è trattato di uno tsunami! bè, come puoi immaginare, io stavo lì a far finta di non sentire il loro discorso ma, alle parole "consulente" e "previdenziale", la maschera di simulata indifferenza mi è scivolata via ed ho cominciato a ridere sguaiatamente. A quel punto, loro due si sono subito girati a guardarmi, in modo a dir poco truce, ma io non riuscivo a smettere e, per giustificarmi, ho cominciato a blaterare di una barzelletta che mi era venuta in mente all'improvviso. La scusa più patetica del mondo ed infatti non ci hanno creduto minimamente, tanto che, tra una risata e l'altra, sento lui che dice -ecco, vedi di cosa parlavo? questa è la conferma che in giro il livello è proprio basso! -"
"Ma che cafone! davvero ha detto questo davanti a te?" Betta era quasi indignata per l'offesa all'amica; quasi, perché, in fondo, le parole del ragazzo non le sembravano del tutto sbagliate.
" Sì, sì! si riferiva proprio a me, ma non mi sono offesa. Anzi, ero quasi riuscita a ricompormi e lui mi ha fatto scattare un ulteriore round di risate. Stavo male, ormai non potevo più smettere. Non avevo neanche finito di fare le copie, ma sono andata alla cassa, sempre ridendo, ho pagato e sono scappata. Mentre cammino sul marciapiede, sghignazzando ancora, me lo ritrovo di fianco, che slega il lucchetto della bicicletta. Si gira, mi fissa. Lo fisso, di rimando. Esplodo e scappo. Mentre corro, sto ancora ridendo e lui da lontano grida - Mi fai pena! -"
A quel punto le due amiche ridono di gusto.
Betta conosce così bene l'amica da sapere che, probabilmente, non si è resa conto di aver rovinato "la piazza" a quel poveraccio. Insomma, non ha capito che si stava un pò pavoneggiando con l'intento di ottenere, magari, un appuntamento dalla commessa?
"Ma, Lucy, non ti vergogni? Poi, non sai che gente c'è in giro? oggi come oggi, è meglio non ridere spudoratamente in faccia alla gente".
"Lo so, hai ragione. Ma mi conosci, non sopporto i luoghi comuni sul "popolo bove". Quelle persone che "oh, ma noi siamo del club del libro, sappiamo leggere e ci complimentiamo a vicenda" e per questo, pensano di essere un gradino sopra gli altri. Detesto la mancanza di umiltà. Poi, sia chiaro, neanche io guardo i tronisti.... ma d'altronde non condanno chi lo fa. Pensi che io stia sbagliando?"
Betta, membro onorario del club "La libreria delle donne", sentendosi punta nel vivo dalla parole di Lucy, vorrebbe replicare; ma, alla fine, decide di lasciare cadere la conversazione, per non darla vinta all'amica.
"Penso che... se facciamo troppo tardi non troveremo niente di bello al mercato".

mercoledì 10 novembre 2010

Gnocchi di zucca






Qualche settimana fa il mio vicino di casa mi ha regalato una fantastica zucca mantovana proveniente dal suo orto, con la raccomandazione di aprirla dopo il primo novembre, per poterla mangiare nel pieno della maturazione: giusto in tempo per provare a fare gli gnocchi di zucca.
Ricetta di Marianna:

350 gr di zucca fatta cuocere in forno per 20 minuti e poi passata
35 gr di patate lesse e poi passate
1 uovo
200 gr di farina ( io ne ho usata di piu' perché l'impasto era troppo umido, forse le patate non erano adatte)
Sale,pepe,noce moscata qb

La preparazione e' elementare: impastare insieme tutti gli ingredienti ottenendo un panetto dal quale ricavare i classici gnocchetti, ma nel mio caso si e' presentato un imprevisto: l'impasto era troppo molle e non riuscivo a lavorarlo... Eppure ho lessato le patate con la buccia e la zucca era abbastanza compatta, non riesco proprio a capire cosa e' andato storto.
Ho salvato la situazione aggiungendo altra farina, pensando che questo avrebbe compromesso la consistenza degli gnocchi, ma meglio questo che un tuffo in pattumiera!
Sorprendentemente il risultato e' stato decisamente ottimo, anche in cottura: non si sono disfatti e sono rimasti soffici.
Li ho conditi con burro parmigiano, semplicemente.
Alla prossima prova...


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lunedì 25 ottobre 2010

Thinking in the rain


Thinking in the rain
(Pensieri sotto l'ombrello in una piovosa
mattina di fine ottobre)
Adoro la pioggia.
Nelle notti estive, quando leggera si posa sulle foglie degli alberi accarezzandole, gentilmente, con il suo tocco fresco e delicato ed, aperte le finestre, resto sveglia ad ascoltarne la musica.
Nelle lunghe mattine autunnali, quando una spessa coltre di nuvole cineree avvolge ogni cosa, ovattando i rumori della città, e la pioggia, una goccia dopo l'altra, si posa, con lenta determinazione ed a piccoli passi, danzando il suo minuetto sui tetti delle case e sulle ali arruffate degli uccellini. D'inverno, quando senza preavviso si veste di bianco e ammanta il grigiore della quotidianità, costringendo ognuno di noi a fermarci per ammirare la sua opera.
In primavera, perché nella sua imprevedibilità, a volte burrascosa ed arrabbiata, altre volte delicata come un sussurro, porta sempre con sé la speranza di una nuova vita, un nuovo fiore.

Marianna

domenica 3 ottobre 2010

Insolita seratina con pizza e cinema

Niente di più tipico, per un italiano, di una sabato sera a base di pizza e cinema.

E pizza sia, con qualche piccola variazione sul procedimento di cottura che mi ha reso molto più veloce la preparazione e migliore il risultato.

Ho steso un bel disco di pasta e l'ho cotto in padella a coperchio chiuso per tre o quattro minuti per lato, a fuoco vivace.
Poi l'ho condito con pomodoro e mozzarella.
Infine ho fatto dorare la superficie della pizza sotto il grill, per qualche minuto.

Il gioco e' fatto:






A pensarci bene ci sarebbe stata a pennello qualche fogliolina di basilico, ma non ne avevo a disposizione... Sara' per la prossima volta.

Per il cinema, stasera ho scelto di ridere con "benvenuti al sud": tanto per stare in tema con il tono partenopeo della cena, ovviamente...